Se ti trovi a Palermo per la prima volta non puoi assolutamente perderti i suoi highlight. In questa classifica troverai le 10 mete immancabili nella tua agenda di viaggio. Sono luoghi che raccontano la storia della città avvolta da fasti e mescolanza di culture. Una storia fatta anche di tante piccole storie e aneddoti. Un itinerario tra l’architettura arabo-normanna dei siti UNESCO e l’esuberanza del barocco, candida negli oratori di stucco, colorata nelle ariose chiese dei principali ordini religiosi. Sarà una continua sorpresa, un sogno ad occhi aperti!
1. Cappella Palatina
È la tua prima volta a Palermo? Non puoi andar via senza rifarti gli occhi nella meravigliosa Cappella Palatina, all’interno del Palazzo Reale.
Sicuramente il monumento più rappresentativo del percorso Unesco arabo-normanno di Sicilia istituito nel 2015.
Questo scrigno di culture e influenze in perfetto equilibrio venne fondato nel 1143 per volere del sovrano normanno Ruggero II.
Sulle pareti sfavillanti mosaici raccontano l’Antico e il Nuovo Testamento e se volgi gli occhi al cielo verrai rapito dal soffitto ligneo a muqarnas dipinte con scene e soggetti di chiara matrice islamica. Ma fai attenzione, perché sotto ai tuoi piedi ci sono splendidi pavimenti marmorei sulla scia della tradizione dei pavimenti cosmateschi, compongono intrecci senza soluzione di continuità, che sembrano aiutare il fedele a muovere i suoi passi verso Cristo.
Imperdibili sono anche gli appartamenti e i giardini reali. Dalla Sala d’Ercole, luogo di Riunione dell’Assemblea siciliana, a quella dei Viceré, passando per la luminosa Sala di Ruggero che testimonia ancora la presenza normanna fino alla Sala Pompeiana dal delicato accento femminile che ci riporta alla presenza di Maria Carolina d’Austria, moglie di Ferdinando IV di Borbone. Solitamente la Sala Montalto accoglie mostre temporanee di notevole interesse.
Ti è venuta voglia di visitarla, non è vero? Per conoscere info su orari e ticket, consulta la pagina dedicata del sito della Fondazione Federico II. È possibile acquistare il ticket online ed avere diritto ad un ingresso a corsia preferenziale.
2. Palazzina Cinese
Non farti strane idee: la Palazzina Cinese non è stata commissionata da reali o nobili provenienti dal lontano Oriente e, nonostante la struttura architettonica e gran parte dei decori interni rimandino alla Cina bucolica, l’edificio è il simbolo più alto in città dell’eclettismo ottocentesco. Costruita all’ombra di Monte Pellegrino per volere di Re Ferdinando IV Borbone giunto in Sicilia con la consorte Sicilia in fuga da Napoli a causa dell’occupazione napoleonica, nel 1798.
Gli ambienti sono disposti su cinque livelli. Il viaggio ha inizio dal piano seminterrato con il suo salone da ballo in stile Luigi XIV e la sala da Bagno di Re Ferdinando. Ai piani superiori ci sono gli appartamenti del Re e quelli della Regina Maria Carolina, con salotti in vari stili, sino alla Sala dei Venti.
Ingegnosa la “tavola matematica”, un originale dispositivo che consentiva il saliscendi dei piatti dalle cucine sottostanti.
Tra pagode, scale a lumaca, campanellini e decori dal gusto esotico, è un viaggio nella fantasia di cui l’architetto Venanzio Marvuglia si era fatto mediatore alla Corte dei Borbone.
Il giardino all’italiana, alla spalle della dimora, completa l’incanto.
L’ingresso è gratuito.
La Palazzina Cinese è visitabile da martedì a sabato dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.30) e solo la prima domenica di ogni mese dalle 09.00 alle 13.00.
Chiuso il lunedì.
3. Cattedrale
Da qualsiasi punto cardinale si arrivi la cattedrale è un colpo d’occhio.
L’esterno è un merletto fatto di ricchi portali, elementi in stile gotico-catalano, suggestivi intarsi in pietra lavica merlature, cupolette e una grande cupola ottocentesca. Tutto racconta il passar dei secoli, dalla nascita voluta dal vescovo Gualtiero Offamilio nel 1185 sulle ceneri della Moschea Gami sino all’ultima indelebile trasformazione avvenuta a partire dalla fine del XVIII sec. che cambiò anche il volto dell’interno che oggi ammiriamo.
La cappella di Santa Rosalia custodisce la sfavillante urna argentea con parte delle reliquie della Santuzza, amatissima patrona della città.
Mentre le spoglie di Federico II di Svevia, Stupor Mundi, sono conservate in un bel sarcofago in porfido con baldacchino nell’area monumentale che custodisce altre importanti sepolture. È possibile continuare la carrellata di spoglie illustri nella cripta dove la bellezza di alcuni dei sarcofagi di riuso, di epoca romana e paleocristiana, è davvero evidente. E se ne hai avuto abbastanza del mondo dell’oltretomba, potrebbe essere arrivato il momento di lasciarti incantare dal luccichio del Tesoro o ammirare la luce che inonda Palermo dai tetti della Cattedrale.
L’ingresso in Cattedrale è gratuito e l’abbigliamento deve essere quello consono ad un luogo di culto. Niente shorts e niente spalle scoperte. Via il cappello per gli uomini.
L’area delle tombe monumentali, la cripta, il tesoro della cattedrale e i tetti prevedono il pagamento di un ticket.
La Cattedrale e l’area monumentale sono accessibili ai disabili.
Per info orari di visita e costi ticket, visita il sito della Cattedrale di Palermo.
4. Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio detta La Martorana
Se dici martorana in Sicilia, il pensiero va subito ai dolci di marzapane a forma di frutti dai colori vivaci. Un siciliano è capace di sentirne istintivamente l’odore.
E pare che questi sfiziosi dolcetti siano nati dalle abili mani delle suore del convento benedettino sorto sui lasciti di Eloisa Martorana, nobildonna palermitana.
La chiesa ha subito notevoli trasformazioni che le danno un carattere unico e profondamente affascinante. Su Piazza Bellini si affaccia il portale dalle linee barocche che segna il punto di estensione dell’originale chiesetta normanna a pianta greca, costruita a partire dal 1143.
Splendidi brani di mosaico sono sopravvissuti alle trasformazioni e convivono in perfetta armonia con affreschi, stucchi e marmi barocchi. Gli uni si specchiano sugli altri.
Il normanno Re Ruggero II e il suo Ammiraglio Giorgio di Antiochia sono i due indiscussi protagonisti devoti alla Vergine Maria che tesse sul fuso il filo rosso sangue, presagio della passione del Figlio il cui Corpo è pronto per essere accolto nello splendido tabernacolo in lapislazzuli del presbiterio.
La Chiesa è oggi sede della parrocchia di San Nicolò dei Greci ed appartiene all’Eparchia di Piana degli Albanesi. Viene regolarmente officiata la liturgia di rito bizantino.
Ecco gli orari di visita: da Lunedì a Sabato 9.30 – 13.00 e 15.30 – 17.30.
Domenica e Festivi 9.00-10.30. Durante il periodo estivo gli orari possono variare a causa delle celebrazioni nuziali.
Biglietto intero: € 2,00
Biglietto ridotto: € 1,00
Informazioni: tel. 3458288231
5. Chiesa di San Cataldo
Le sue tre cupolette rosse, come tre corone, sormontano il volume stereometrico della piccola chiesa diventata icona rappresentativa dello stile siculo-normanno a Palermo.
Cappella privata del Palazzo di Maione da Bari, Ammiraglio di Re Guglielmo I, trasformata in ufficio postale sul finire del XVIII sec. è stata nel tempo occultata da vari edifici. Ritrova il suo splendore nel panorama di Piazza Bellini a seguito di un corposo restauro di fine Ottocento.
Finalmente le ghiere rincassate della superficie muraria possono offrire i loro eleganti giochi chiaroscurali ed all’interno la luce filtrata dai raffinati trafori dalle finestre a losanga si riflette sulla purezza delle pareti nude e sui tondi di porfido e granito del bellissimo pavimento in stile cosmatesco.
I capitelli e le colonne di riuso ritmano gli spazi del piccolo ambiente, oggi sede dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Voglio svelarti un piccolo segreto: le tre cupolette sono rosse a causa di un’interpretazione arbitraria ed ormai storicizzata dell’architetto che si occupò del restauro di fine Ottocento, Giuseppe Patricolo.
Puoi visitarla da Lunedì a Domenica, festivi compresi, dalle 10.00 alle 18.00.
Biglietto intero: € 2,50
Biglietto ridotto: € 1,50
Per informazioni +39 091.6077111
6. Chiesa di Santa Maria del Gesù detta Casa Professa
È il trionfo dell’espressività barocca. Ti lascerà letteralmente a bocca aperta.
La Chiesa è parte di un complesso molto esteso, ampliato progressivamente nel corso del XVII e del XVIII secolo.
Dalla Chiesa di Santa Maria della Grotta che venne ampliata dal 1565 inglobando altri edifici fino all’attuale conformazione a cui contribuirono, tra gli altri, anche i progetti e la direzione del padre messinese gesuita Natale Masuccio.
Dall’esterno è impossibile immaginare la ricchezza degli interni dove pare che lo spazio non abbia mai fine e la decorazione senza soluzione di continuità accentua questa sensazione.
Quindi entrare per credere. La decorazione si fa voce viva nelle tre navate.
Le profonde cappelle mostrano altari rivestiti da splendidi paliotti marmorei che raffigurano temi floreali, paesaggi e vedute prospettiche.
Sui pilastri si scorgono monogrammi mariani e cristologici e sulle paraste in prossimità del presbiterio le rappresentazioni dei 4 elementi naturali sono parte del percorso di purificazione dello spirito che tutt’intorno all’altare richiama la Gloria del Nome del Figlio di Dio.
E se distogliamo lo sguardo ad altezza d’uomo e lo volgiamo verso l’altro noteremo una nota diversa: gli affreschi sono stati eseguiti negli anni tra il 1950 ed il 1955.
Un secondo percorso alle spalle dell’altare consente la visita al Museo della Compagnia di Gesù, all’Oratorio del Sabato con eleganti stucchi, alla sacrestia e alla cripta.
Per conoscere i dettagli puoi consultare il sito.
Accessibile ai disabili.
7. Oratorio di San Lorenzo

Sembra una magia: lo stucco diventa marmo.
L’Oratorio venne fondato nel 1570 dalla Compagnia di San Francesco nel luogo della piccola chiesa di S. Lorenzo, rinnovato proprio nei primissimi anni del Settecento ed è sicuramente l’esempio più maturo e al contempo più “leggero” del maestro dello stucco palermitano, Giacomo Serpotta.
La visita di questa piccola aula volerà sulle ali dei putti più giocosi mai scolpiti prima. Sono loro i veri protagonisti dell’Oratorio di San Lorenzo, alleggeriscono e svelano il dolore della passio dei due santi Francesco e Lorenzo e si muovono arditamente a contrasto con la fiera bellezza delle allegorie delle Virtù che fiancheggiano i teatrini, piccole scene prospettiche ad alto e basso rilievo che narrano la vita dei Santi dedicatari dell’Oratorio.
L’aula è circondata da scanni lignei con intarsi in avorio e madreperla, dove il Bene ed il Male, soggetti sottintesi di tutta la narrazione si affrontano vestendosi di aquila e di serpente tra mascheroni ridenti e piangenti.
Sull’altare un clone dell’originale Natività con i Santi Lorenzo e Francesco, opera del Caravaggio, trafugata in una notte piovosa del 1969. L’evento è ancora oggi oggetto di investigazione da parte degli inquirenti e di alto interesse per la Commissione Parlamentare Antimafia, a seguito soprattutto delle diverse versioni sul destino dell’opera fornite da alcuni pentiti, ex-affiliati alla Mafia locale. La tela del Caravaggio risulta inserita nella top 10 delle opere più ricercate al mondo!
L’Oratorio di San Lorenzo è visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00.
01 Gennaio, 24 e il 31 Dicembre 10:00 – 14:00
Chiuso il 25 Dicembre e il 15 Agosto
Biglietto intero: € 3,00
Biglietto ridotto: € 2,00 (per i gruppi da 10 persone e per i possessori di un biglietto del Circuito del Sacro)
8. Teatro Massimo
Sapevi che il Teatro Massimo di Palermo è più grande teatro lirico d’Italia e il terzo in Europa dopo l’Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna?
Con la sua mole occupa una posizione di rilievo all’interno del tessuto urbano cittadino ed è indubbiamente il simbolo del fascino della Belle Epoque palermitana.
Realizzato su progetto dell’architetto Giovan Battista Filippo Basile, vincitore di un concorso bandito nel 1864 dall’amministrazione comunale, sarà il figlio Ernesto a seguire il completamento dei lavori.
Un progetto estremamente curato e volto a garantire una perfetta visibilità ed un’ottima acustica, oltre che un pionieristico sistema di prevenzione degli incendi.
La sala, di gusto Liberty, presenta sulla volta sul tema del trionfo della musica. Tutt’intorno undici raggi dorati legati a trapezi mobili di tela che muovendosi come i petali di un fiore consentivano la ventilazione della sala.
L’inaugurazione solenne del 16 maggio 1897 con la rappresentazione del Falstaff di Giuseppe Verdi contò la partecipazione di 3200 spettatori.
L’edificio dal grande respiro neoclassico va inserito in un vivace contesto culturale in cui la Sicilia era meta d’elezione per il jet-set internazionale nei mesi invernali.
Per scoprire le delicate rappresentazioni della natura sul soffitto del palco reale o la particolare acustica della Sala pompeiana non ti resta che prenotare una visita guidata del Teatro Massimo.
Accessibile ai disabili.
9. Complesso di San Giovanni degli Eremiti
Un luogo affascinante, a tratti misterioso e surreale, fondato dal normanno Re Ruggero II tra il 1132 e il 1148.
A pochi passi dal Palazzo Reale è un’interessante tappa del percorso siculo-normanno che rivela ancora una volta la trasformazione da moschea a luogo di culto cristiano. All’ombra di un carrubo, una scalinata conduce alla chiesa di nudi conci di pietra, coronata da 5 cupolette rosse di diversa dimensione.
Oltre, la sala Araba con il suo affresco lacunoso, tra cespugli di rosmarino e lavanda, limoni e mandarini si conserva un elegante chiostro solitario, il senso di tutto il complesso architettonico nato sotto la regola benedettina di ora et labora. È il luogo dove il quadrato ed il cerchio si incontrano e dove i monaci benedettini, trovavano l’infinito dell’eterno che si poteva conciliare con il presente finito.
Il chiostro comunica oggi con un edificio su due livelli, comunemente chiamato Casa dell’abate che conserva interessanti affreschi al piano nobile.
E all’orizzonte si intravede uno scorcio del Palazzo Reale.
Per informazioni sugli orari di apertura del monumento, consultare il sito web della Regione Sicilia.
Ricorda che la prima domenica del mese l’ingresso è gratuito.
10. Quattro Canti e Piazza della Vergogna
L’incrocio monumentale dei Quattro Canti è un teatro del sole.
Fermati al centro di questo sorprendente ottagono, vedrai almeno un angolo baciato dal sole fino a che non arrivi il tramonto.
È il cuore barocco della città storica ed ancora oggi cuore della vita pulsante cittadina, luogo di passaggio, divide la città in quattro mandamenti, ognuno con le sua storie e con i suoi labirinti da scoprire.
Sui cantoni i corsi d’acqua palermitani, divinità greche si atteggiano a Stagioni, Sante vergini e Re spagnoli, amore divino e potere temporale. Infine imponenti stemmi a coronamento.
Ti basteranno davvero pochissimi passi per salire sul palcoscenico di Piazza pretoria su cui si affaccia, tra gli altri il Palazzo di Città e si erge come una piramide di luce la bellissima Fontana Pretoria. Oltre alla sua candida bellezza nasconde la firma dell’autore, aneddoti popolari e storie che la legano alle suore del vicino monastero di Santa Caterina, alla lussuriosa Giovanna II d’Angiò e persino a Garibaldi.
La fontana è protetta da una cancellata, il cui varco d’ingresso è aperto dal lunedì al sabato sino alle 18.00, consentendo di poterla ammirare nei suoi dettagli.
Fai attenzione a non sederti sulle cornici delle vasche. È severamente vietato!
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