Non mi è mai bastato stare sui libri, visitare musei, dimore storiche e mostre.
Sin da bambina ho sentito l’esigenza di creare, disegnare, dipingere e persino ricamare. Affascinata dai merletti realizzati da nonna Filomena che mi ha insegnato a tenere in mano l’uncinetto e la spoletta del chiacchierino, ho iniziato prestissimo a giocare con i bottoni e i merletti all’interno della sua latta. Inoltre mi divertivo tantissimo a smontare le collane di mamma per creare qualcosa di nuovo.
Quando decido di diventare esperta in oreficeria
Durante gli anni del Liceo tento, grazie ad un progetto che aveva lo scopo di introdurre al mondo del lavoro, di andare in bottega orafa per apprendere i rudimenti del mestiere.
La mia richiesta non andò a buon fine per indisponibilità del laboratorio ed ebbi la netta sensazione che donare il proprio sapere non è cosa da tutti.
Ma il destino mi riservava un’altra occasione d’oro. Un corso all’interno di un progetto promosso dalla Comunità Europea per la valorizzazione degli antichi mestieri: argenteria e oreficeria.
I corsi prevedevano lo studio in aula, tra design del gioiello e CAD-CAM, gemmologia e norme di sicurezza sul lavoro e le ore di laboratorio al banco orafo con artigiani in carne ed ossa, con tanta esperienza, amore per il loro lavoro, convinti dell’importanza di trasmettere queste forme d’arte.
Avevo a disposizione un banchetto tutto mio sul quale traforare, saldare, limare e pulire i pezzi. Non mi sembrava vero!
Arriva anche il momento del tirocinio in azienda: un tuffo nella routine di un laboratorio orafo, tra tecniche e segreti di lavorazione.
Lo storico laboratorio Fiorentino è stato il primo ad aprirmi le porte, ma il mio tirocinio più lungo ha avuto luogo all’interno dell’Atelier Nocito di Sciacca.
È stato come vivere in una piccola famiglia per mesi, dove ho avuto modo di creare liberamente, apprendere le fasi di lavorazione del corallo ed una particolare tecnica di infilatura ad intreccio chiamata tessito. Nel frattempo terminavo i miei studi universitari sotto l’illuminante aura della Professoressa Maria Concetta Di Natale.
Lo studio dei gioielli di Sicilia e degli affascinanti gioielli ex-voto dei santuari siciliani nutriva la mia mente e mi ispirava.
Le amiche di mamma mi chiedevano spesso di riparare suste e di dare nuovo lustro ai loro fili di perle.
Conoscere e raccontare la Sicilia con i gioielli che creo
Nasce così il primo piccolo brand DOLCEVITA che si trasformerà poi in VIT’ALBA Tour & Jewels per dare forma, voce e luce al mio nuovo percorso che mette insieme due passioni: narrazione del territorio e oreficeria.
Tra un tour e l’altro, nel mio piccolo studio-laboratorio, creo le mie collezioni al banco orafo dando forma soprattutto alla mia isola natia, ai suoi artisti, alle sue Principesse e Regine e ai suoi monumenti che racconto nei miei tour.
La mia prima vera collezione nasce dall’ispirazione del Castello Incantato di Sciacca, giardino di teste di pietra scolpite dell’artista outsider Filippo Bentivegna. Il suo autoritratto coronato di pietra ha ispirato il disegno del mio logo, un volto realizzato a carboncino, coronato, enigmatico, ancestrale, che cela tante storie da raccontare…
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