La Street Art è un fenomeno sempre più dilagante che si è in parte trasformato nel corso dell’ultimo ventennio: da grido di protesta svolto nel buio dell’illegalità a contributo su commissione nell’ambito di progetti di rigenerazione urbana delle città di tutto il mondo.
Sono sempre più numerosi i case study, da quello di Kazimierz, quartiere storico di Cracovia, dove le opere hanno attuato un processo di rafforzamento dell’identità comunitaria ebraica a quello del Museo condominiale di Tor Marancia a Roma che tenta di superare la semplice funzione estetica di decoro, passando per il progetto siciliano con cadenza annuale, Ritrovarsi, che mette i riflettori sul quartiere San Leonardo di Sciacca, in provincia di Agrigento.
L’arte urbana ha cambiato anche il volto di alcune zone di Palermo. E, tra monumenti e botteghe, mi rendo conto che alcune delle sue strade sono diventate gallerie d’arte a cielo aperto e le mura dei palazzi fatiscenti, grandi tele.
Nel dedalo degli storici mandamenti della città e in altri punti più periferici come il quartiere Zen ci sono angoli d’arte che in taluni casi vengono fuori da progetti come Pangrel 2018 e Rambla Papireto, in altri sono forme di libera espressione degli artisti, volti a comunicare messaggi che tendono all’universalità o a porsi come metafore del presente.
I pezzi più belli a Palermo
La città dai mille volti, capoluogo dell’Isola, ricopre quindi le cicatrici del suo corpo con splendidi tatuaggi. I murales dominano indubbiamente e in tutti i sensi sui graffiti (ossia i tag, le firme degli artisti) e c’è davvero l’imbarazzo della scelta!
Ammetto un debole per le sante e i santi di Igor Scalisi Palminteri, una sorta di Caravaggio contemporaneo della Street Art che toglie i sandali a San Benedetto il Moro per fargli indossare scarpe da tennis, perfette per giocare a calcetto con i bambini del quartiere.
Anche Rosk & Loste, a mio avviso non sbagliano un colpo: di fronte al mare di Palermo il murale che riproduce i due monumenti umani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nella celebre foto di Tony Gentile, è un simbolo pacifico di eterna vittoria. E l’integrazione invece si fa donna nella magnetica ragazza dalla pelle ambrata e dai grandi occhi scuri che giganteggia sul fianco di una palazzina in via dello Spasimo.
A Danisinni, quartiere dimenticato della città, la fa da padrone l’opera dell’argentino Guido Palmassa che pone il pane di una umile mensa alla stessa altezza del tabernacolo della chiesa di Sant’Agnese, testimoniando la porta di continuità tra la parocchia e la vita degli abitanti, inscindibilmente legate.
Tra i miei preferiti devo includere anche il pezzo onirico di Mr. Thoms e Zed1 del progetto di riqualificazione urbana del parcheggio dell’hotel Hybys su cui ha scommesso un imprenditore catanese, riunendo nel 2014 sette artisti internazionali sul tema della legalità.
Street Art Tour
La Street Art costituisce, sempre di più, una forte attrazione turistica.
Basti pensare alla East Side Gallery di Berlino, posta sotto la lente di ingrandimento dal Professore Libo Yan della Faculty of Hospitality and Tourism Management della Macau University of Science and Technology, che sottolinea come questa venga percepita principalmente come un’opera d’arte e secondariamente come sito storico. Dai dati raccolti su Tripadvisor emerge chiaramente il suo ruolo di richiamo turistico.
L’arte urbana corre veloce ed è capace di manifestarsi da una notte all’altra. Per gli studiosi del settore non è sempre facile stare sul pezzo, lo sanno bene Enrica Bruno e Virginia Glorioso, guide alternative e fondatrici di Alternative Tours che da tempo propongono ben 4 tour tematici tracciati per zone.
Hanno visto in questa forma d’arte una domanda turistica nuova e hanno deciso di proporre un percorso a cadenza settimanale che ogni venerdì a partire dalle 16.00, attraversa la Kalsa e la Vucciria, due cuori caldi del centro storico palermitano.

Le guide alternative – Enrica Bruno e Virginia Glorioso
Nel 2015 sono state proprio loro a prendermi per mano. Abbiamo viaggiato tra i colori del parcheggio dell’Hotel Ibis Styles attraversando Borgo Vecchio, per giungere agli omaggi a Caravaggio, firmati dall’artista francese C215, ovvero Christian Guémy. Piccole opere lasciate sulle buca lettere che, come per uno strano segno del destino, sono sparite nel nulla esattamente come la grande tela dell’illustre pittore italiano, trafugata a Palermo dall’Oratorio di San Lorenzo nel 1968.
La Cooperativa Terradamare propone invece Cartoline da Ballarò, un itinerario che è nato dall’evento di inaugurazione delle cinque grandi pitture murali, realizzate da noti artisti palermitani, nell’estate del 2018 proprio nel quartiere di Ballarò.
Le opere di Street Art si animano
Quante volte abbiamo desiderato che i personaggi delle opere d’arte potessero prendere vita e magari raccontarci storie o più semplicemente rendere esplicito il loro messaggio?
Il progetto Palermo Realtà aumentata offre l’opportunità di vivere alcune opere di Street Art palermitana in una modalità fantastica e alternativa.
Tutto è nato all’interno del workshop @Call 4 (AR)tist realizzato in collaborazione con Push e mjestimice svjetlo che ha avuto luogo alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo. Trenta giovani creativi hanno adottato 20 opere di Street Art sparse per tutto il centro storico e a partire da esse hanno realizzato delle animazioni digitali fruibili in realtà aumentata.
Basta scaricare l’App e inquadrare le opere. Qui trovi tutte le indicazioni e anche una mappa purtroppo aggiornata solo fino 2016, ma utile per farsi un’idea.
Dal rumore della strada e al silenzio dei musei
Sappiamo bene che la Street Art si appropria spesso indebitamente di pareti e spazi pubblici seguendo la sua naturale e originaria inclinazione e per arginare il fenomeno, proprio lo scorso anno, la Giunta comunale di Palermo ha approvato una delibera con la quale:
prende atto degli spazi pubblici da destinare all’esercizio della street art in genere, distinti in spazi per produzioni temporanee e spazi per produzioni permanenti/semi-permanenti.
Nonostante ciò si continua a sfuggire ai confini della legalità, aprendo polemiche e querelle tra sostenitori della libertà e intransigenti detrattori.

Falcone nel cuore e nei muri di Palermo
Alcune settimane fa, TV Boy ha firmato con un suo stencil raffigurante il magistrato Giovanni Falcone, la fiancata della chiesa di Santa Maria dei Miracoli che è un bene monumentale vincolato secondo il D.Lgs. 42/2004. L’accaduto ha portato alcune associazioni a firmare un esposto in difesa di quel concetto di legalità che lo stesso magistrato Falcone ha sempre rappresentato.
Mentre all’interno della cittadella universitaria del capoluogo siciliano il gruppo Facebook No beni culturali alla Lega nord – Musumeci dimettiti ha commissionato un murale che ritrae Franco Scaldati, per protestare contro le istituzioni regionali che hanno lasciato andar via dalla Sicilia l’opera drammaturgica dello scrittore siciliano. Un patrimonio culturale interamente trasferito a Venezia, presso la Fondazione Giorgio Cini, con buona pace dell’Assessorato ai Beni culturali e all’Identità siciliana.
E dal rumore della polemica e delle strade si passa al silenzio delle sale museali del Loggiato di San Bartolomeo e del Palazzo Trinacria che da ieri, 6 ottobre 2020, accolgono per la prima volta a Palermo la mostra dedicata allo street artist più famoso al mondo, Ritratto di ignoto. Un artista chiamato Banksy.
Fino a gennaio del prossimo anno, gli oltre 100 pezzi originali e provenienti da collezioni private, rimarranno in esposizione. Chissà se tra i visitatori si confonderà il misterioso artista senza volto…
Sarebbe senza ombra di dubbio la guida perfetta per questa mostra!
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