A Palermo il bel tempo è quasi una costante! Il sole a portata di mano invita a fare lunghe passeggiate per godere delle sue bellezze sotto un cielo azzurro più che mai.
D’estate, per le pelli più delicate consiglio parasole, crema solare e, se puoi, le ore più fresche. Ma se avrai voglia di andare al coperto ti attendono alcuni imperdibili luoghi per spezzare le passeggiate.
Potresti valutare di andare in bicicletta ma con molta attenzione visto il traffico e la mancanza di piste ciclabili nelle aree al di fuori della ZTL.
L’App Moovit può venirti in soccorso qualora tu voglia utilizzare i mezzi pubblici, tenendo però bene a mente che gli orari possono rivelarsi davvero orientativi.
Non ti resta che scegliere la passeggiata che fa per te!
1. Passeggiata all’Orto Botanico e visita al Museo zoologico Pietro Doderlein

Tra l’ottocentesca stazione centrale e il mare c’è un polmone verde e rigoglioso: l’immenso Orto botanico accompagnato dall’elegante Villa Giulia, primo giardino pubblico della città costruito tra il 1777 e il 1778 che prese il nome di una donna del passato, Giulia d’Avalos Guevara, moglie del Viceré Marcantonio Colonna, principe di Stigliano.
Io l’ho inserito come tappa fondamentale di uno dei miei tour alla scoperta del Giardino planetario di Palermo.
Prima di iniziare la tua avventura non dimenticare di richiedere la mappa dell’Orto al ticket office. Ti sarà molto utile per destreggiarti all’interno dei viali circondati da piante corredate da targhette che riportano i loro nomi botanici.
Ti sembrerà di fare il giro del mondo accompagnato dalla dea Flora che si concede forse brevi pause all’interno del tempio-gymnasium . E, nell’Aquarium protetto da piante di Bambù, tra ninfee e fiori di loto, nella bella stagione avrai la sensazione di entrare in un quadro di Monet.
Sono tanti gli alberi maestosi e bellissimi. Uno dei miei preferiti rimane l’albero del Corallo che ha una fioritura molto lunga e dai freddi mesi invernali sino alla primavera si riempie di fiori rossi.
Nella serra Carolina invece fanno bella mostra di sé le piante insettivore, pronte a scagliarsi contro il primo moscerino di turno e tra le piante considerate ‘utili’ quella del caffè è una vera sorpresa.
Adiacente all’Orto botanico, con ingresso da via Archirafi, il Museo zoologico intitolato al primo direttore dal 1862 al 1894, Pietro Doderlein, è una chicca per adulti e bambini. Pesci, rettili, insetti, volatili, conchiglie e ancora apparati anatomici conservati a secco o in liquido all’interno di teche espositive originali. Alcuni esemplari sono davvero sorprendenti!
Per maggiori info ti consiglio di visitare il sito dell’Orto botanico di Palermo e quello del Museo zoologico Doderlein.
2. Passeggiata al Foro Italico
Una passeggiata lungo la linea di costa che, in alcuni punti, si è allontanata notevolmente dalla città a causa del deposito delle macerie della Seconda Guerra Mondiale.
Da Piazza XIII Vittime che commemora i giustiziati della Rivolta antiborbonica della Gangia e i caduti della lotta contro la Mafia, si apre verso il mare l’affascinante percorso archeologico del Castellammare. Protagonista è il Castello costruito per la prima volta in epoca araba a difesa del più antico porto della città, la Cala, oggi porticciolo turistico.
Il Parco del Castellammare è visitabile dal martedì al sabato, ore 9.30 -16.30 (ultimo ingresso ore 16.00), nella stagione estiva ultimo ingresso ore 17.00. Domenica e festivi dalle ore 9.30 alle 13.30, ultimo ingresso ore 13.00. Il ticket è di 3,00 euro.
I sorrisi complici di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino su un grande murale ti daranno il benvenuto al Foro italico, noto anche come Foro Umberto I. Un tempo luogo di ritrovo dell’élite cittadina che al chiarore della luna si abbandonava a lussuriose tentazioni che alimentavano il gossip dell’epoca.
Il tappeto verde che conduce sino al mare è separato dalla strada carrabile da un’enfilade di birilli colorati che traducono in silhouette il busto marmoreo di Eleonora d’Aragona, conservato nel museo di Palazzo Abatellis.
A ridosso del Foro italico, oltre la terrazza nota come Passeggiata alle Mura delle Cattive, il vivace Palazzo Butera (con ingresso da via Torremuzza) merita una visita. Frutto di un complesso restauro è oggi un laboratorio di ingegneria culturale e centro espositivo in continua evoluzione sotto l’egida illuminante del visionario collezionista Massimo Valsecchi.
Il progetto del Palazzo include anche il Cattive Caffè, luogo ideale per un light brunch d’eccezione all’ombra di un dehors con affaccio sul mare. Da prendere in considerazione anche Madonieat, un bistrot espositivo dove poter acquistare i prodotti locali che hai avuto modo di gustare.
E, dopo pranzo, alcuni passi all’interno della non lontana Villa Giulia saranno la perfetta conclusione alla tua passeggiata.
3. Passeggiata tra le borgate marinare dell’Acquasanta e dell’Arenella
La passeggiata ha inizio da Piazza Acquasanta che con le sue alte palme si affaccia su un porticciolo turistico da cui si scorge un insolito edificio denominato la nave di pietra, nato nel 1775 per le esercitazioni e le simulazioni degli allievi del Collegio nautico.
La zona era ed è ancora, seppur in diversa misura, caratterizza da una sorgente di acqua sulfurea e purgativa che sgorgava nella piccola Grotta dell’Acquasanta, raggiungibile da una stradina con accesso dalla piazzetta. Il cancello della grotta è solitamente chiuso, ma potrai sbirciare tra le grate.
Nello stesso cortile puoi notare lo Stabilimento Bagni Pandolfo, poi convertito in abitazione privata.
Continuando, il percorso offre le Ville Lanterna e Belmonte. E, ancora oltre l’Hotel Villa Igiea, capolavoro dell’architettura Liberty e l’ex Ospizio marino nato per curare tubercolosi e rachitismo, si affaccia su un bellissimo tratto di costa che nasconde la misteriosa Grotta del bagno della Regina.
Il luogo conclusivo della tua passeggiata è la Casina ai Quattro Pizzi che si specchia sul mare del porticciolo dell’Arenella, piccola borgata marinara.
La sala torre è visitabile ed è parte di un più ampio complesso che nasce come tonnara nel XIV secolo, attiva sino al 1912. Acquistata nel 1830 da uno degli esponenti della gloriosa famiglia Florio, Vincenzo, che nel 1845 vi accolse lo zar Nicola I e la zarina Alessandra in visita a Palermo.
Rimasero così affascinati da questa costruzione da incaricare il loro architetto di corte di progettarne una identica che venne costruita sulle rive del golfo di Finlandia, a Peterhof, oggi purtroppo non più esistente.
Per raggiungere le due borgate marinare puoi prendere il bus AMAT 731 da Piazza Croci raggiungibile con il 101 dalla Stazione Centrale.
4. Passeggiata a Mondello
Incastonata tra Monte Pellegrino e Monte Gallo la borgata di Mondello si identifica nella sua striscia di spiaggia tra le più gettonate di questa porzione di litorale, abitata già nel IV secolo a.C. per lo sfruttamento della pesca e la trasformazione del pescato.
Ti sarà difficile credere che un tempo Mondello è stata un grande pantano che venne bonificato a partire dalla fine del Settecento. Ma la vera trasformazione dell’area si data dopo il 1911, quando la società italo-belga Les tramways de Palerme presentò al Comune un piano di lottizzazione per trasformare l’area in una elegante zona di villeggiatura.
Puoi perderti tra i suoi viali e rimanere incantato dall’eleganza di ville e villini storici in cui il Liberty si fonde con interessanti elementi di revival tipici dell’eclettismo ottocentesco.
Inizia la tua passeggiata dall’iconico stabilimento balneare su palafitte che oggi ospita il ristorante Alle Terrazze fiancheggiato da due ali che ospitano cabine spogliatoio.
Poco più avanti, su via Teti, un edificio a più piani costruito negli anni Trenta ha ospitato il primo night club di Mondello.
Percorri la spiaggia fino alla torre circolare dell’antica tonnara e poco oltre ti troverai nella Piazzetta della Fontana della Sirenetta attorniata da bar e bistrot.
E se ti trovi a Mondello nella prima domenica di luglio potrai assistere alla suggestiva processione in onore di S. Maria delle Grazie protettrice della borgata. Al termine una sfilata di piccole imbarcazioni che seguono dal mare il rientro del simulacro in chiesa.
5. Passeggiata a Danisinni

Un quartiere che ogni giorno cerca di fiorire dalle difficoltà, pian piano grazie all’impegno degli abitanti, del parroco e dei volontari. È un piccolo mondo nel mondo dove la vita scorre lenta, con semplicità.
Si respira un’energia incredibile, positiva, piena d’amore e di fiducia. È un viaggio emozionale, un tuffo nell’umanità.
Per arrivare al cuore del quartiere, la piazza, puoi iniziare il percorso da via Colonna Rotta, raggiungibile da Piazza Indipendenza. Potresti fare una sosta alla Pasticceria Cappello implicata nella storica querelle sui natali della torta Setteveli. Assaggiarla è d’obbligo e chi se ne importa di chi l’abbia inventata!
Imboccando la via Danisinni ci si accorge di essere in una depressione naturale e sicuramente fertile, irrorata dal fiume Papireto e puoi immaginarla un tappeto di orti e giardini sino agli anni ’60. Un’antica pirrera ricca di pozzi d’acqua grazie alla quale, fino agli inizi del Novecento, le lavandaie si davano un gran da fare a servizio dell’élite cittadina.
La tradizione popolare tramanda di affascinanti leggende e fatti miracoli avvenuti proprio qui. E basta incontrare Pippo o Rosolino, memorie storiche del luogo per scoprire ogni segreto.
Piazza Danisinni pullula di bambini già grandi che si muovono attorno all’edificio fantasma di un vecchio asilo trasformato dal colore di pezzi di street-art in un grido di speranza.
Oggi, attorno alla chiesetta settecentesca di Sant’Agnese è nato un progetto di rigenerazione urbana e sociale che si sviluppa in spazi comunitari. Un museo sociale che raccoglie piccoli manufatti da tutto il mondo e attiva laboratori creativi. Una colorata biblioteca con volumi raccolti grazie alle donazioni e una fattoria comunitaria-didattica. L’Associazione Insieme per Danisinni Onlus accoglie i visitatori proponendo percorsi di scoperta e partecipazione a momenti conviviali corredati da pietanze home-made.
Per prenotare la tua esperienza emozionale a Danisinni scrivi a insiemeperdanisinni@gmail.com o contatta Giuseppe al 3276266749.
6. Passeggiata sul Cassaro
La via Vittorio Emanuele, nota anche come antico Cassaro, è la più antica strada della città di Palermo delimitata dalle due porte Nuova e Felice e si snoda su un rettilineo lungo 1.800 km.
È cerniera tra i quattro Mandamenti (quartieri) più antichi della città e teatro di eventi importanti sin dal lontano passato.
Su di essa si affacciano la Cattedrale, chiese e conventi, palazzi nobiliari e piazze, ma anche la Biblioteca Regionale, bar e bistrot, librerie, boutique e negozi di souvenir.
Iniziando il percorso da Porta Nuova, avrai l’opportunità di raggiungere l’ingresso dell’impareggiabile Palazzo Reale. Più avanti il seminario dei Chierici e il palazzo Arcivescovile e poi, a sorpresa, si offrirà alla tua vista il fianco meridionale della Cattedrale che si veste d’oro alla luce del sole.
E se vuoi ammirarla da una prospettiva d’eccezione visita il settecentesco Palazzo Asmundo che conserva decori, arredi e collezioni interessanti. Offre anche un bistrot all’interno.
Non perderti l’eleganza dei cortili d’ingresso delle ricche dimore sei-settecentesche come quello del palazzo Castrone S. Ninfa con la sua fontana dove Perseo libera Andromeda dal drago.
Oltre il monumentale incrocio dei Quattro Canti, la cortina di facciate di chiese e dimore tra cui emergono quella di S. Matteo e quella del Palazzo Vannucci, ti condurrà a piazza Marina dove potrai ammirare il più grande Ficus macrophylla d’Europa, un monumento con una volta di verdi foglie e colonne di radici. Un vero incanto!
Si scorge già il mare e oltre la fontana del Cavalluccio Marino la svettante Porta Felice chiude la tua passeggiata sull’antico Cassaro per aprire un nuovo percorso sul mare.
7. Passeggiata alla scoperta delle Porte antiche e Mura di cinta
A ricordare la lunga storia di Palermo rimangono nove delle diciannove porte, quattro dei tredici bastioni e frammenti di mura. Limitavano la città dalla campagna e la proteggevano come una corazza.
La passeggiata segue un percorso ad anello che cinge la città, lungo poco più di 6 km.
Il punto di partenza è Porta Felice, l’unica che veniva chiusa a notte inoltrata per consentire la passeggiata animata di tanto in tanto da incontri amorosi nelle caldi notte estive e proseguendo verso sud, incontrerai la Porta dei Greci. Svoltando su via Lincoln si apre la Porta Reale Carolina nata nel Settecento per consentire un accesso quasi diretto alla vicina Villa Giulia. Porta Sant’Antonino segna l’ingresso alla via Maqueda.
Seguendo il corso Tukory, dove si apre uno degli accessi al Mercato Ballarò, incontrerai due antichi ingressi alla città: Porta di Sant’Agata a ridosso dell’omonima Chiesa e Porta Mazara su cui ancora resistono sbiaditi affreschi.
Raggiunta Piazza Indipendenza la splendida Porta Nuova e il bastione di Palazzo Reale che mostra la caratteristica struttura a scarpa e su cui oggi fiorisce il giardino di Palazzo Reale, visitabile previo pagamento del ticket di ingresso presso la biglietteria di Piazza del Parlamento.
Imboccando la via Papireto che poi diventa corso Alberto Amedeo il bastione della Balata troneggia con il palazzo costruito dal Marchese Guccia, corredato da un bel giardino pensile. E, raggiunta Via Volturno, Porta Carini, è l’ingresso al mercato storico del Capo.
Passando per via Cavour e via Crispi il percorso è in memoria di alcune porte non più esistenti che serravano sul fronte mare e sul fianco di piazza XIII Vittime un’installazione contemporanea dell’artista Clemens Botho Goldbach, ricorda la presenza di Porta S. Giorgio in una fusione di elementi ideali e realistici come nelle opere di un certo vedutismo settecentesco, riecheggiando la porta della banconota da 100 Euro.
8. Passeggiata alla Piana dei Colli

Tra le moderate alture dei monti Pellegrino, Gallo e Billiemi è incastonata la cosiddetta Piana dei Colli, accarezzata da un immenso tappeto verde: è il Parco della Favorita voluto da Ferdinando III di Borbone che al suo interno fece costruire la Casina Cinese, affascinante attrazione turistica.
Un tempo la Piana era tutto un fiorire di sontuose ville costruite per lo più tra XVII ed il XVIII secolo dalla nobiltà palermitana per la permanenza estiva e per l’esercizio dell’ars venatoria. Tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento la spregiudicata speculazione edilizia del Sacco di Palermo le cambiò volto.
Oggi, tra l’asfalto e il cemento è possibile ancora scorgere alcune ville con i loro splendidi scaloni monumentali e terrazze gemelle che abbracciano ancora rigogliosi giardini. All’interno enfilade di stanze riccamente affrescate.
Ti consiglio un percorso che da Piazza Leoni segua la via del Fante sino a Piazza Niscemi, svoltando per via dei Quartieri per poi percorrere via San Lorenzo e via Tommaso Natale. Superata Villa Prati, ex Villa Montalbano, potresti fermarti per una boccata d’aria fresca sul lungomare di Sferracavallo, borgata marinara nota per il buon pesce fresco.
Alcune ville rimangono inaccessibili in quanto abitazioni private. Altre sono state parzialmente snaturate e trasformate in hotel e residence di lusso come la Villa Bonocore Maletto (via Salvatore Minutilla, 3) con centro benessere e la Villa Pantelleria che aggiunge il ristorante estivo aperto al pubblico nelle scuderie, La Braciera in Villa, con tanto di kids corner.
Fu dimora estiva del celebre scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa e si trova a pochi passi dalla Villa Niscemi (piazza Niscemi, 1) che ispirò alcuni particolari de Il Gattopardo e fu culla di un grande designer di gioielli Fulco di Verdura. Per gli orari di visita della villa, sede del primo cittadino, ti consiglio di visitare la pagina istituzionale o chiamare la portineria allo 091 7404859.
Villa Adriana (Via S. Lorenzo, 282) con la sua splendida sala da ballo affrescata da grandi artisti palermitani è di recente diventata un Museo della Sicilianità. Altre sontuose dimore sono oggi ambite location per eventi, banchetti nuziali e meeting, come le vicine Villa De Cordova (via Tommaso Natale, 80) e Villa Boscogrande (via Tommaso Natale, 91) che è stata anche set cinematografico scelto dal regista Luchino Visconti ed è tappa di uno dei miei tour Alla scoperta del Gattopardo.
La Villa apre le visite al pubblico con le seguenti modalità:
Ingresso e visita € 5,00
Visita e aperitivo € 15,00
Lunch-dinner/buffet € 30,00
Occorre prenotare chiamando lo 091-244022 o inviando una mail a info@villaboscogrande.it.
9. Passeggiata in Via della Libertà
Questa lunga arteria della città prese forma a partire dai primi moti di libertà del 1848, come continuazione della via Ruggero Settimo, allora Strada Nuova, in direzione della Piana dei Colli. Assume l’aspetto odierno dagli anni Sessanta del secolo scorso con il nuovo piano regolatore che portò ad una grande trasformazione, soprattutto del secondo tratto, in chiave moderna, sostituendo storiche dimore e ville con alti condomini.
Si estende per una lunghezza di km 2,7 e nel tratto più basso, caratterizzato da alti platani fanno capolino negozi di grandi firme: Prada, Torregrossa con Chanel e D&G, Louis Vuitton, Michael Kors, Hermes ma anche brand più abbordabili quali Tommy Hilfiger, Liu Jo, Coccinelle, Furla, TwinSet e anche ZaraHome e Nespresso. Uno store Oviesse e un market Carrefour aperto h24, l’unico a Palermo. E al numero civico 6 di via della Libertà si apre il magico mondo di Antichità Athena, galleria d’arte e antiquariato.
Nelle traverse del primo tratto di via della Libertà potrai trovare piccole boutique con capi e accessori alla moda.
Oltre le piazzette Mordino e Crispi che si fronteggiano, sul lato sinistro il grande edificio dell’Excelsior Palace Hotel la fa da padrone. Costruito nel 1891 in occasione della Grande Esposizione Nazionale, con ingresso da via Marchese Ugo poco distante dal romantico Giardino Inglese creazione del 1853 con i suoi sinuosi percorsi arricchiti da statue di illustri personaggi e fontane, opere dei grandi artisti dell’epoca. Sul lato opposto si apre il Giardino Garibaldi, successivamente intitolato al magistrato Giovanni Falcone e alla moglie Francesca Morvillo.
Superato l’incrocio con via Duca della Verdura, sulla sinistra troverai Villa Zito, antica dimora nobiliare che oggi ospita la Pinacoteca della Fondazione Sicilia e custodisce interessanti opere dal Seicento al Novecento. A disposizione dei visitatori anche un’elegante caffetteria.
Per gli orari di accesso e le attività di Villa Zito puoi fare riferimento al sito.
Superata un’altra lunga cortina di palazzi si apre interessante la Piazza Esedra Matteotti che ricorda la quasi contemporanea Piazza Antonello a Messina. Nata nel 1931 parte di un ampio progetto di espansione urbanistica fondato sul concept di città-giardino. Il quartiere prese il nome di Littorio, costituito da 32 palazzine a 3 piani circondate da giardini, realizzate nei stili Liberty e Neobarocco.
Pochi passi ti separano da Piazza Vittorio Veneto, punto conclusivo del percorso, caratterizzata dal Monumento della Libertà racchiuso da un poderoso colonnato. I Palermitani chiamano questo monumento, successivamente dedicato ai caduti della Grande Guerra, semplicemente la Statua.
10. Passeggiata ebraica

A Palermo, come in altri luoghi dell’isola visse una comunità ebraica sino al 1492, anno di promulgazione dell’Editto di Granada che espulse tutti gli ebrei presenti nei territori sottoposti al controllo della corona spagnola ai tempi di Ferdinando II d’Aragona e Isabella di Castiglia.
La toponomastica che in molti casi fa riferimento alle attività artigianali e le targhe stradali scritte anche in ebraico, oltre che in italiano e arabo, saranno il tuo filo d’Arianna.
L’antico quartiere ebraico di Palermo era diviso in due rioni, Meschita e Guzzetta e vi si accedeva dalla Porta Judaica sita nei pressi dell’attuale Facoltà di Giurisprudenza. Da qui ha inizio la tua passeggiata alla scoperta dell’antico quartiere ebraico di Palermo attraversato per buona parte dal fiume Kemonia che riempie la vasca del Mikvah di Palazzo Marchesi.
La chiesa di S. Nicolò da Tolentino sarebbe infatti sorta sul luogo della precedente Sinagoga e l‘adiacente Archivio Comunale che espone il proclama dell’editto di espulsione, è luogo di commemorazione e convegni sul tema.
Tra la Sinagoga e via Divisi vi era l’ospedale ebraico e attraversando Via Meschita troverai l’ex Oratorio del Sabato, convertito recentemente a Sinagoga per la piccola comunità ebraica presente oggi a Palermo.
Da via Ruggero Mastrangelo sino a Piazza Santa Cecilia la memoria della presenza di un macello del quartiere ci riporta ad una specialità di origine ebraica dello street-food palermitano, il pani ca meusa (focaccia condita con milza, polmone e in alcuni casi anche trachea di vitello).
Nei paraggi del tuo percorso puoi trovarlo all’Antica Focacceria di San Francesco, Nni Franco ‘U Vastiddaru e dall’ambulante Rocky (via Vittorio Emanuele, ad angolo con Via Pannieri).
Raggiunta Piazza Marina, la visita alle Prigioni di Palazzo Steri sarà una conclusione fortemente emozionante. Lì, molti ebrei condannati dal Tribunale della Santa Inquisizione dopo il 1492, lasciarono i loro messaggi di sofferenza e speranza.
Questo itinerario è anche il mio tour Palermo ebraica. Clicca qui per prenotarlo!
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