Non basta una vita per conoscere appieno Palermo, città dai mille volti e dalle infinite sfumature che offre un ventaglio di posti bellissimi, esperienze emozionanti e avventurose passeggiate.
In questa top 10 troverai dieci luoghi davvero imperdibili che meritano una visita, ricchi di fascino e significati. Sono sicura che diventeranno i fotogrammi indimenticabili del tuo viaggio.
1. Cattedrale di Monreale e chiostro
Foto di © Rolf Dietrich Brecher
Monreale è una graziosa cittadina sulle pendici del monte Caputo che dista circa 7 km dal capoluogo con cui è in rapporto di perfetta continuità urbanistica. Dal 2015 Palermo e Monreale sono indissolubilmente legate nell’affascinante itinerario Unesco Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale.
Imperdibili la Cattedrale e il chiostro benedettino, gemme di un gioiello prezioso che con la luce dei mosaici e la consistenza della pietra scolpita racconta il Vecchio e il Nuovo Testamento, in un medievale storytelling, tra simboli e icone.
Dal suo belvedere alle spalle del Palazzo di Città e dai tetti della duomo si può abbracciare tutta la Conca d’oro palermitana.
Per orari ed informazioni puoi consultare la pagina dedicata del sito del Duomo di Monreale e il sito Coopculture che si occupa della gestione e della valorizzazione del chiostro.
2. Chiesa e monastero di Santa Caterina d’Alessandria

La chiesa del Complesso di Santa Caterina d’Alessandria è il fiore all’occhiello del Barocco palermitano guidato dai dettami della Controriforma. La sobria facciata non lascia trapelare nulla dell’equilibrata ricchezza dell’interno caratterizzato da una profusione di marmi mischi e tramischi.
L’edificio di culto è in stretta comunicazione con il monastero domenicano di clausura, oggi non più attivo, che svela i segreti di ambienti per secoli celati al mondo esterno.
Le suore vivevano il loro isolamento tra la preghiera e la cucina, inventando i dolci che oggi rappresentano la tradizione siciliana e che avrai modo di gustare proprio nella dolceria, I Segreti del Chiostro, ammantata da mille profumi.
Rimarrai rapito dall’aura mistica di questi luoghi!
3. Museo Archeologico regionale A. Salinas

Scrigno di reperti archeologici provenienti da diverse aree della Sicilia, custodisce tra gli altri le splendide metope figurate che un tempo hanno decorato i templi della sub-colonia greca di Selinunte, la più occidentale dell’isola.
I preziosi manufatti della necropoli di Tindari, i vasi di gusto barocco provenienti da Centuripe, un frammento del fregio del Partenone, e ancora la cosiddetta Pietra nera di Palermo ti incanteranno lungo il percorso tra notevoli crateri e statuette fittili.
Per scoprire gli eventi della fitta agenda del Museo, che si tengono all’ombra del Gorgoneion del Tempio C nella sala dell’Agorà, visita il sito ufficiale.
È un museo da vivere!
4. Castello della Zisa – Museo d’arte araba
Nel dialetto siciliano il verbo azzizzare vuol dire abbellire, ornare, migliorare, sistemare.
Il termine arabo al ʿAzîz significa ‘la splendida’ ed è questo il titolo che identifica il più bel sollazzo regio, un tempo paradiso in cui la pietra modellata alla maniera araba compenetrava la natura del Parco del Genoardo. Costruito nell’età normanna dei Guglielmi il Castello della Zisa presenta trasformazioni e addizioni di epoche successive.
Oggi è Museo d’Arte araba che espone antichi manufatti di matrice islamica rinvenuti a Palermo e provenienti da altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Oltre alle storie del suo tempo, l’edificio è oggetto di curiose leggende che narrano dei misteriosi e dispettosi diavoli delle Zisa.
Potresti incontrarne qualcuno!
5. Miqveh – Bagno Ebraico
La visita di questo luogo negli abissi della città è consentita a piccoli gruppi previa richiesta (alla direzione della Biblioteca Comunale di Casa Professa) o durante una delle rare occasioni in cui viene aperto al pubblico.
L’ingresso da Palazzo Marchesi conduce al chiostro del complesso di Casa Professa dove una scala che scende a circa 8 metri di profondità termina nell’ipogeo diviso in due parti. Sulla destra un grande ambiente a tholos, a sinistra un vestibolo. Altri sette gradini terminano dinanzi ad una vasca scavata nella roccia calcarenitica che filtra le acque incredibilmente limpide e molto fresche del Kemonia, uno dei fiumi della città oggi interrato. Un bagno rituale che affonda le radici nell’antica Palermo ebraica, ma sulla cui identificazione non tutti gli studiosi sono d’accordo, la querelle è ancora aperta.
6. Catacombe dei Cappuccini
Un luogo davvero unico, non adatto a chi è particolarmente suggestionabile e sensibile.
Fu una delle tappe del Gran Tour di artisti ed intellettuali e ha conservato dalla fine del XVI secolo circa 8000 mummie, diventando uno dei più grandi cimiteri sotterranei del mondo. I corpi conservati all’interno di nicchie e casse lignee sono abbigliati, divisi per sesso e ceto sociale. Ciò che più desta meraviglia è l’ottimo stato conservativo di alcune mummie, quale la ormai celebre giovanissima Rosalia Lombardo.
Le Catacombe dei Cappuccini di Palermo sono campo di studio per le tecniche di imbalsamazione e mummificazione e offrono allo stesso tempo un piccolo catalogo della moda per lo più aristocratica e ottocentesca.
7. Palazzo Mirto
Foto di Caterina Terranova
Una dimora museo su cui trionfa lo stemma Lanza Filangeri. Si sviluppa su due piani caratterizzati da un’enfilade di stanze arricchite da mobili originali, vetrinette e credenze che conservano ceramiche e porcellane, ventagli e orologi, delicate alzatine in vetro di murano e oggetti di matrice e gusto orientale.
Palazzo Mirto è oggi il risultato delle trasformazioni tardo settecentesche volute dal principe Bernardo Filangeri la cui apoteosi è disegnata nel Salone del Baldacchino e nella terrazza. Lì il ninfeo rocaille è un retablo di conchiglie coronato dell’effige del Filangeri. Le grandi cucine, la piccola cucina del monsù e la scuderia completano il percorso che nasconde anche un misterioso passaggio segreto.
Potresti perderti tra le stanze di questo meraviglioso palazzo, persino in compagnia di guide d’eccezione in costume d’epoca.
Per conoscere gli orari d’apertura e i costi d’ingresso, puoi visitare la pagina dell’Assessorato dei Beni culturali.
8. Chiesa del Complesso di Santa Maria dello Spasimo
La storia dell’edificio è molto travagliata e ha inizio nei primissimi del XVI secolo. Il convento fu lazzaretto durante la grande epidemia del 1624, in seguito deposito di scorte cerealicole e infine ospedale attivo fino al 1985. La chiesa sconsacrata, nel 1582 divenne il primo teatro pubblico della città e, durante la seconda guerra mondiale, ricovero di opere d’arte.
Oggi la volta della chiesa è il cielo intenso di Palermo e il suo nome è indissolubilmente legato al celebre Raffaello Sanzio che dipinse l’opera dell’Andata al Calvario, nota come “Spasimo di Sicilia” per uno dei suoi altari. Sfortunatamente un viceré decise di donarla al Re di Spagna. Puoi ammirarla tra le opere del Museo del Prado di Madrid.
Il complesso ospita la Fondazione The Brass Group, scuola di jazz palermitana e ti confesso che poter assistere ad un concerto sotto le stelle dello Spasimo è davvero l’apoteosi!
Le visite sono consentite dal martedì alla domenica, (lunedì giorno di chiusura) dalle ore 09.30 alle ore 18.30 (ultimo ingresso 18.00). Per le festività del mese di Aprile (1 – 2 – 25 ) si osserverà, invece, il seguente orario: 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30).
9. Palazzo Valguarnera Gangi
La visita è consentita previa prenotazione, a gruppi da un minimo di 20 ad un massimo di 40 persone. Il costo dell’ingresso forse non è a portata di tutte le tasche, ma una volta varcata la soglia, si rimane storditi dalla ricchezza e magnificenza di una delle più famose dimore tardo settecentesche del capoluogo siciliano.
Nel suo gran salone dalla volta traforata, il regista Luchino Visconti ha ambientato la scena del grande ballo de Il Gattopardo, film tratto dall’omonimo pluritradotto romanzo dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Ottomila metri quadrati decorati dalle più note mani del tempo.
Con grande eleganza la Principessa Carine Vanni Calvello Mantegna di Gangi o il Maestro di casa ne raccontano la storia e i segreti. Al termine un gentile rinfresco offerto dalla casa, ops, volevo dire dalla dimora!
Per info e prenotazioni scrivere a palazzogangi@hotmail.com
10. Villino Florio all’Olivuzza
Emblema dello stile Liberty palermitano, il villino nasce come dependance della Villa Florio per il giovane rampollo Vincenzo che ne fece subito il centro della vita mondana della Belle Epoque siciliana. Venne disegnato e curato in ogni dettaglio dall’architetto Ernesto Basile e venne costruito tra il 1899 ed il 1902. Le forme e i colori della natura fluttuano nelle linee esterne e nelle fogge degli arredi all’interno, dai mobili alle tappezzerie e si mescolano a dettagli e influenze internazionali.
L’edificio che puoi ammirare oggi è frutto di un attento studio di ricostruzione a seguito della distruzione dell’incendio di natura dolosa del 1963. Anche il giardino ha subito un ripristino di pretesa natura filologica che ha però portato via alcuni bellissimi alberi, causando non poche polemiche.
Il Villino Florio è sede di rappresentanza della Regione Sicilia. L’ingresso è gratuito e aperto da martedì a sabato dalle 9.00 alle 13.00.
Martedì e giovedì dalle ore 9,00 alle ore 18,30. mercoledì, venerdì e sabato dalle ore 9,00 alle ore 13,30.
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