Il 24 marzo 2022 è stata la Giornata nazionale per la promozione della lettura, mentre oggi 23 Aprile è la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.
I supporti digitali imperversano, ma trovo difficile abbandonare l’esperienza unica di un libro tra le mani, l’odore delle pagine con le lettere impresse che danzano.
L’amore per i libri l’ho ereditato da mio padre e ricordo ancora quando da bambina, durante le nostre frequenti trasferte a Palermo, ci perdevamo insieme tra le sue belle e ricche librerie. Oggi, molte di queste non esistono più, ma ce n’è una aperta dal 2019 che è una piccolo scrigno di preziose letture e manufatti artistici, proprio nel cuore barocco di Palermo.
Tante volte ero passata dinanzi a LA STANZA DI CARTA senza aver mai avuto occasione di aprire la porta d’ingresso. Per mesi, complice la Pandemia, quel luogo era rimasto un affascinante mistero.
Il monumento di carta di Piero Onorato
I titoli ordinatamente disposti all’interno delle storiche vetrine affacciate su via Giuseppe d’Alessi erano tutti molto interessanti, frutto di un’accurata e colta selezione.
In una giornata di sole, di strada per un corso di aggiornamento di teologia applicata all’arte, finalmente mi soffermo e Piero Onorato, proprietario di questo piccolo sogno di carta e cuore, legno e luce, mi invita ad entrare e mi accoglie. Lui è un uomo che profuma di libri, quelli belli. Ha diretto note librerie palermitane, Sellerio e Flaccovio, fino alla sua famosa Broadway che ha chiuso i battenti nel 2019, ma è stata per anni un grande punto di riferimento per le pubblicazioni legate allo spettacolo.
Piero è la guida perfetta, ti prende per mano con le sue avvolgenti parole e sa mostrarti tutte le prospettive di questo luogo che fonde arte e lettura in un attimo che diventa infinito, accarezzando curiosità e mistero, bellezza e visione.
La STANZA DI CARTA è un luogo per lo slow-book, è una realizzazione che lo ha atteso per 20 anni. Questo piccolo immobile ha sempre vissuto per i libri e dopo essere stato la Libreria Gino e Libreria dello Studente, è stato acquistato da un amico di Piero che poco più di venti anni fa gli aveva proposto di dare nuova vita a quelle scaffalature di legno.
Il momento è arrivato nel 2019 perché nel libro della vita c’è un capitolo per tutto, esattamente come c’è un libro per ogni occasione della vita.
La libreria più bella di Palermo
Questo luogo si svela pian piano nel moto ascensionale di una torre campanaria, quella della chiesa di San Giuseppe dei Teatini, in 19 m2 per essere classificato tra le librerie più piccole del mondo. La parte bassa di origine medievale sostiene un alzato religioso seicentesco che culmina in un ottagono di colonne tortili su cui si avviluppano racemi.
Il motivo della scala è un fil rouge architettonico e se vogliamo anche simbolico, forse allegorico, capace di creare una dimensione onirica. Da un prospettiva ben precisa si rimane quasi ipnotizzati dall’intersecarsi di gradini e pioli che sembrano comporre un’opera di Escher, nota Piero. E poi ad un tratto accomodandosi sul divanetto, sul fronte opposto, ci si sente avvolti e protagonisti di un teatro di libri che ci osservano e ci leggono o ancora si ha la sensazione di essere pronti ad assistere al grande spettacolo dei titoli che si arrampicano verso l’infinito, di fronte a noi.
Si sente l’odore della carta. Carta comune e carte pregiate, libri datati ma nuovi e immacolati. Prende vita un’esperienza tattile, lettere impresse a piombo e copertine di velluto a suon di musica jazz in sottofondo.
Due piccoli angoli lettura su due livelli, allestiti con mobili vissuti e opere d’arte che rievocano un certo surrealismo, invitano a prendere del tempo. Un lampadario vintage di cristalli pendenti infonde una delicata cascata di luce. Dal piano superiore si scorgono due vani che incuriosiscono, uno dedicato alle pubblicazioni sul tema dell’erotismo e della sessuologia, la stanza del piacere. L’altra è quella del mistero che trapela dalla finestrella che si mostra al visitatore.
Cosa ci sarà mai all’interno non è dato sapere.
Cosa puoi trovare nella Stanza di carta
Non sono semplicemente libri ma piccole opere d’arte quelli accompagnati dai disegni a tecnica mista del palermitano Guido Giannici. I coccodrilli del Papireto e Palermo lattificata sono storie incredibili su fogli soffici, editi da Labyrinthus per un esperimento di micro-editoria.
Ci si perde sulle alte scaffalature. Sono molti i testi che raccontano la Sicilia ma non solo, gli iconici libri di arte e letteratura editi da Franco Maria Ricci e un intero corner Sellerio. Tante edizioni storiche oggi difficili da trovare, scritte e impaginate magistralmente, manuali di un tempo corredati da apparati fotografici attraenti.
FUORI FORMATO è una produzione che nasce dalla bellezza e dalla passione per le piccole cose e propone piccoli taccuini d’artista creati dalle sapienti mani di un’artigiana siciliana, Gae Milazzo. Ognuno di essi è un viaggio di carta vibrante pronta ad assorbire odori, memorie, pensieri.
Anche le edizioni di Henry Beyle sono assolutamente dei fuori classe. Sarde e altre cose allo zolfo di Leonardo Sciascia, per esempio, è una raccolta di sei brevi testi pubblicati dal 1964 al 1987 su L’Apollo buongustaio e L’Ora, corredati da foto di Melo Minnella.
Nella stanza di carta non mancano libri in lingua e oggetti d’arte che sono delle chicche. Le stanze in miniatura di Alfio Ferlito, piccoli ambienti di vario genere realizzati principalmente in legno e carta con una cura calligrafica del dettaglio e le giocose teste di legno di Roberto Lo Sciuto, grande scenografo del Teatro Massimo per vent’anni.
0
