Diventare una guida turistica è un sogno che ho inseguito per diverso tempo. Pazienza, costanza e determinazione sono alla base di questo percorso. Credo che chiunque accarezzi l’idea di intraprendere questa professione debba porsi alcune domande.
Sei pronto a rinunciare alle festività insieme ad amici e parenti e a trascorrere la stagione estiva sotto il sole cocente ed in generale esposto ad ogni genere di intemperie? Sei dotato di una grande ed inesauribile dose di pazienza?
Capacità di problem solving, inventiva, socievolezza ed una buona propensione alla positività e al sorriso sono ben graditi. Oltre a tutto ciò occorre essere disposti ad affrontare un’intensa e capillare fase di studio sui testi e sul campo.
Da dove iniziare?
Ogni regione italiana abilita alla professione in maniera diversa e da tempo si attende un importante riordino in materia di professioni turistiche in grado di creare una certa omogeneità nazionale che garantisca la qualità di una professione che è estremamente legata alle infinite peculiarità di ogni territorio e non può seguire i trend globalizzanti. Sarebbe un vero e proprio peccato mortale.
Credendo fortemente nella modalità selettiva e abilitante applicata dalla Regione Sicilia e riconoscendo la grande difficolta nel doversi approcciare ad un programma di studio infinito, ho deciso, all’uscita del bando concorsuale del 2018, di pubblicare il mio primo pulse su LinkedIn mettendo a disposizione la mia esperienza.
Ricordo che quando mi trovai di fronte al mio di bando, quello del 2014, mi sentii come una naufraga in alto mare. E avrei tanto desiderato che qualcuno mi tendesse una mano.
A volte i bandi di concorso sono parecchio caotici e ambigui. Occorre leggerli con attenzione per comprendere innanzitutto se si è realmente in possesso dei requisiti richiesti e presentare la domanda ben corredata da tutta la documentazione.
Il bando siciliano oltre alla maggiore età e alla cittadinanza italiana o di altro stato membro dell’Unione Europea, richiede tra i requisiti l’essere in possesso di una laurea triennale o magistrale o del vecchio ordinamento in discipline afferenti alle materie turistiche, umanistiche e storico-artistiche o linguistiche.
Prima di rimboccarmi le maniche ho cercato di schiarirmi le idee sulle modalità di svolgimento della prova selettiva.
L’esame abilitante della Regione Sicilia
Il Bando è corredato da un programma che attraversa la storia dell’Isola, in lungo e largo.
La commissione composta da esperti e docenti universitari è molto selettiva. Le macro aree oggetto d’esame sono: Storia dell’Arte, Archeologia, Tradizioni popolari, Legislazione turistica e Lingua straniera. Una preparazione a 360 gradi.
L’esame è composto da due fasi:
- Verifica della conoscenza della lingua o delle lingue per cui si è fatta richiesta nella domanda di partecipazione.
- Verifica delle conoscenze della parte generale per cui si verrà sottoposti a domande relative al programma che viene pubblicato sul sito del Dipartimento.
E la verifica delle conoscenze della parte generale, inizia dall’esposizione di 2 itinerari da presentare in sessione d’esame, richiesti dal bando:
- da uno a tre giorni in Sicilia;
- da uno a tre giorni in un’altra regione italiana a scelta.
Per il mio itinerario nell’Isola presentai un percorso che da Trapani giunge a Sciacca, sulle Vie del Corallo siciliane tra storia e altissimo artigianato, tradizione, vanità e devozione.
La lingua straniera
Ogni candidato può presentarsi per una (il minimo richiesto) o più lingue straniere da indicare in fase di compilazione della domanda.
Il livello di lingua richiesto è C1, sicuramente alto, ma idoneo per l’esercizio della professione con un pubblico straniero. Il livello viene esaminato sia sotto l’aspetto comunicativo, parlato ma anche scritto, sia nella comprensione, ascolto e lettura.
Non superare la prima fase vuol dire non poter accedere alla seconda, quindi prepararsi in maniera solida sulla lingua non è importante, ma fondamentale. E, credimi, lo è proprio per l’esercizio della professione.
Per me sono state utilissime le lezioni face to face con un’insegnante very special, in condivisione con due amiche di percorso per ottimizzare i costi. Non avendo questa possibilità può essere d’aiuto guardare film in lingua sottotitolati per allenare la capacità di listening, mentre leggere testi del settore, romanzi ed articoli aiuta ad introdurre vocaboli, frasi idiomatiche e colloquiali nel proprio bagaglio linguistico che diventerà sempre più pesante e sempre più utile.
Dalla preparazione del mio esame ad oggi, cerco di ritagliare giornalmente i miei 40 minuti d’ascolto. Inizio la mia giornata accompagnando la mia colazione con 6 Minute English e concludo selezionando un dei tanti speech su TED.
Le mie Bibbie
Non esistono compendi pienamente esaustivi su tutto ciò che occorre sapere. Mi rendo conto di aver composto un grande puzzle con l’aiuto di tante letture specifiche.
Le biblioteche sono diventate la mia seconda casa. Mi è sempre piaciuto cercare libri per poi spulciarli nel silenzio del mio studio. Nelle fasi di ricerca ho speso ore tra gli scaffali della biblioteca itinerante Tramonte e quelle ambulanti di Via della Libertà o a Piazza Marina (Palermo).
Ci sono testi che che considero le bibbie del mio studio preparatorio di base:
- La Guida Rossa SICILIA del Touring Club è utile base per avere un’idea del territorio, delle sue presenze storico-artistiche.
- La Guida Turistica DES ricca di spunti, propone un quadro generale sulle tematiche da affrontare durante l’esame, disponibile su BookRepublic.
- Sicilia preistorica di Sebastiano Tusa è una piccola ma densa pietra miliare, così come il Coarelli Torelli per l’Archeologia classica in Sicilia.
- Breve storia della Sicilia di Amelia Crisantino.
- La collana della Piccola Biblioteca d’arte di Kalós.
Oggi abbiamo la fortuna di avere tutto a portata di click.
Internet è una miniera dove raccogliere i diamanti migliori! Per gli approfondimenti, in costante aggiornamento, faccio grande affidamento su Academia.
Fare squadra
Lo studio di gruppo può essere stimolante oltre che particolarmente produttivo tanto quanto condividere i materiali di ricerca. Io ho avuto la fortuna di incontrare i miei fantastici 4 compagni di viaggio. Ricordo che era molto difficile conciliare tutti i nostri impegni per poterci riunire dal vivo. Era ancora inimmaginabile l’idea di poterlo fare a distanza e, se devo dirla tutta, sono molto felice che sia stato così.
Poi ci sono le community Facebook che possono essere un vero supporto e Aspiranti Guide Turistiche Sicilia mi ha convinta sin dall’inizio. Ho trovato consigli utili e link da approfondire.
L’ultimo bando (2018) è in corso di espletamento e le sessioni di esame si svolgono a distanza. Sono aperte a tutti ed è possibile seguirle tramite i link pubblicati sul sito dell’Assessorato. Quindi pop corn e block notes alla mano: c’è tanto da imparare. È anche un’ottima occasione per testare il proprio grado di preparazione.
Cosa succederà dopo?
Questo percorso è un viaggio senza fine, parola di guida.
Si, perché una volta superato l’esame, inizia la vera salita. Il lavoro sul campo è tutta un’altra storia.
Le danze potranno aprirsi solo quando ti verrà consegnato il tuo patentino che mostra una foto identificativa accompagnata da nome e cognome, lingua o lingue straniere di abilitazione e il tuo codice identificativo. Sappi che la mancata esibizione del patentino durante un controllo effettuato dalla Polizia municipale turistica comporta una sanzione amministrativa.
I tuoi dati e i tuoi contatti (indirizzo email e numero telefonico) saranno inseriti all’interno dell’apposito Albo regionale pubblicato online. Ti consiglio di controllare che siano corretti.
Ti starai chiedendo…e adesso?
Oggi, più che nel passato, questo mondo si fa panacea, un mare magnum in cui tutti, pur non sapendo o potendo vogliono nuotare. E farlo diventa molto più difficile.
Io personalmente credo molto nell’associazionismo e nel supporto di coloro che fanno questo mestiere da tantissimi anni, conoscendone insidie e difficoltà a cui si può far fronte uniti. È bello e stimolante potersi confrontare e condividere momenti di crescita e formazione (convegni, corsi di aggiornamento, progetti).
Trova l’associazione che fa al caso tuo e fai rete con i colleghi, non dimenticando mai umiltà, rispetto, trasparenza e correttezza, alla base della deontologia professionale da conoscere come le tue tasche.
Il resto te lo racconto un’altra volta!
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